Camilla De Bernardinis: 2ª classificata assoluta2019-10-15T10:52:04+01:00

2ª classificata
Camilla De Bernardinis
Senza titolo
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Sei la seconda concorrente più giovane, ma la tua foto testimonia già tecnica e una certa maturità artistica e compositiva. Com’è nata la tua passione per la tua fotografia, e come l’hai coltivata?
La mia passione è nata quando ero poco più che una bambina. Vedendo mio papà fotografare i bei paesaggi in montagna mi sono incuriosita da subito e durante gli anni delle medie ho ricevuto la mia prima macchina fotografica, una Nikon Coolpix compatta ma efficiente. Ho iniziato fotografando soggetti molto casuali e soprattutto fiori, apprezzando particolarmente le foto macro. Qualche anno fa sono passata finalmente ad una reflex semi-professionale e da lì ho imparato da autodidatta un po’ di tecnica fotografica, ma ho ancora molto da scoprire.
La vera protagonista del tuo scatto è la luce. Puoi spiegarci in breve perché hai deciso di scegliere questa foto per il concorso?
Ho scelto questa foto perché da sempre apprezzo molto i contrasti luce/ombra. Sono il modo migliore, secondo il mio punto di vista, per portare l’attenzione sul protagonista della foto pur non disponendo di soggetti “interessanti”, e inoltre sono molto affascinanti.
Conoscevi la Ceramica del Ferlaro? Come descriveresti il nostro luogo, e come è stata la tua esperienza al concorso fotografico?
Sì, conoscevo già la Ceramica del Ferlaro ed è impossibile per un collecchiese non conoscerla, ognuno in casa ha almeno una ceramica di questo bellissimo posto.
Il laboratorio è semplicemente stupendo  e ha un’atmosfera magica, fotografare al suo interno è stato molto suggestivo e non è mancata di certo l’ispirazione.
Oggi, con i social e il web, siamo sommersi ogni giorno di immagini. Quale pensi che sia, quindi, il vero valore di una buona fotografia, che la distingue dal quotidiano flusso di immagini?
Di questi tempi ormai non conta più il mezzo che si utilizza per fare una foto, a volte basta anche un telefonino e un buon occhio per fare un bel lavoro, quindi se vogliamo vedere la fotografia come mero passaggio di testimonianza non serve di certo avere chissà quale attrezzatura o essere Oliviero Toscani. In ogni caso però, io credo ancora nel valore della fotografia come vera e propria arte.
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